“Una vita a colori”. Centro Ecopedagogico L’Albero Fernando

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Claudia Paulì, Presidente del Centro Ecopedagogico “L’Albero Fernando” di Corigliano d’Otranto e componente del Comitato Tecnico Scientifico Operativo del Dipartimento Scuola di FIABA, affida ai lettori la preziosa testimonianza che segue e ci presenta ‘un altro e alto valore della relazione educativa‘.

Le parole di Claudia, qui parzialmente riportate ma che ben documentano il suo intenso lavoro nelle sale del Centro Ecopedagogico ‘L’Albero Fernando’, testimoniano inoltre l’impegno sociale messo a servizio dei bambini nel tempo extrascolastico.

La relazione educativa si costruisce nel rapporto tra due o più soggetti in un determinato contesto ed è la modalità attraverso la quale le intenzioni educative diventano lavoro e raggiungono risultati. 

Se si desidera ottenere un cambiamento sostanziale nella relazione non basta analizzarne le componenti. Ciò che cambia rendendola migliore è il SENTIRE LA RELAZIONE. È in questo sentire che la persona si attiva, cresce e si auto-realizza.

Sentire di potersi fidare di chi ci si trova di fronte, di essere alla pari e di poter esprimere in maniera equilibrata i pensieri di ciascuno di noi. Non si tratta di una parità di ruoli ma di un equilibrio tra le parti che amiamo definire di equità emotiva. Si tratta di una equità che si esprime nell’empatia, ovvero nella capacità di mettersi nei panni dell’altro, di coglierne con sincerità e rispetto il mondo interiore e i contenuti emozionali e cognitivi, il tutto per avviare una comprensione autentica.

La capacità di gestire la relazione educativa, attraverso la conduzione equilibrata delle emozioni, può essere potenziata come tutte le abilità. Le emozioni si costruiscono come qualsiasi altro processo educativo che pian piano cresce, si intreccia con altre dinamiche, si evolve e guida i comportamenti. 

Essere insieme intorno ad un elaborato comune crea un maggiore coinvolgimento ed una partecipazione meglio sentita. Vuol dire prestare attenzione a ciò che si dice e al linguaggio non verbale, vuol dire ascoltare gli altri sospendendo il giudizio e l’interpretazione dei messaggi, cercando di capire cosa l’altro vuole realmente comunicare e favorendo  un ascolto attivo e di fiducia reciproca.

“Essere insieme” vuol dire fare un passo avanti rispetto all’utilizzo della parola che non può essere limitato all’espressione di un concetto ma deve assumere un “alto e altro valore” che è quello di determinare la costruzione del pensiero.

Per comprendere il linguaggio degli altri non è sufficiente comprendere le parole ma è necessario capirne il pensiero. C’è una sostanziale relazione tra parola e pensiero che può essere costruita e ri-costruita grazie al linguaggio e al suo corretto utilizzo.  Un aspetto interessante di questo scenario è la trasversalità. 

Se l’arte è un ponte, può diventare ponte qualsiasi strumento e veicolo si ritenga opportuno utilizzare per raggiungere l’obiettivo cardine che è il cambiamento e la trasformazione positiva della relazione educativa.

Clicca più in basso per leggere il testo completo di Claudia Paulì

Claudia Paulì Una vita a colori’

 

 

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