Le parole non bastano – Maria Teresa Sigari interviene alla Giornata Formativa FIABA/ANS “La scuola che sceglie: sì al rispetto e no alla violenza”

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Nell’era dell’apprendimento permanente ci si aspetta che i ragazzi che vanno a scuola acquisiscano le competenze chiave che consentiranno loro di vivere in modo attivo e produttivo nella società.

A causa del rapido cambiamento economico e sociale, della diversa organizzazione del lavoro, dell’evoluzione tecnologica che hanno prodotto sostanziali mutamenti nei contesti dell’istruzione e della formazione, non è sempre facile per l’insegnate prevedere di quali conoscenze e competenze avranno bisogno gli studenti.

Il risultato di questi cambiamenti è il crescente malessere e perdita di identità degli insegnanti da un lato e un forte disagio, malessere degli studenti che non riescono a comunicare, a gestire le proprie emozioni che spesso sfociano in aggressività.

È evidente che non può più esserci un solo modo di insegnare per far fronte alle esigenze del mutamento globale, è necessario un ripensamento della figura dell’insegnante e delle sue competenze. L’insegnante deve essere in grado di organizzare l’insegnamento e l’apprendimento in modo efficace, rispettando i diversi stili di apprendimento dei propri studenti, mediando l’assimilazione delle nuove conoscenze allo scopo di adattarle alle conoscenze degli studenti.

La mediazione dell’insegnante consentirà agli studenti di apprendere i processi di accesso alle conoscenze e il suo utilizzo attraverso un processo meta-analitico.

Costruire modelli educativi basati sul processo di apprendimento e di pensiero strettamente collegati con il processo di insegnamento, significa investire su un processo di costruzione personale influenzato dallo stile cognitivo, dal modo di gestire le proprie emozioni, i propri rapporti comunicativi, dove l’insegnante diventa figura di riferimento, mediatore di esperienze di emozioni positive.

Dunque, l’insegnate non può più essere solo un trasmettitore perché i ragazzi non registrano più le informazioni nella loro memoria personale, biologica, neurale, possono trovarle facilmente su internet cioè registrano le informazioni in una memoria esterna e digitale.

L’insegnante deve adeguarsi alle più recenti ricerche scientifiche e conoscenze in campo pedagogico e metodologico per avere una più chiara comprensione dello sviluppo umano e delle strategie più adatte ai diversi stili di apprendimento.

Per accelerare il processo di ri-qualificazione della professione insegnante è necessario creare nuove forme di organizzazione e divisione dei compiti e di conseguenza nuove forme di lavoro per gli insegnanti.

 Di fronte all’esigenza di gestire le complessità della classe e alla necessità di non rimanere soli è fondamentale “lavorare insieme”. Integrare i diversi apporti in un’unica rete di interventi nella diversità dei ruoli consente di adottare le metodologie più efficaci, le strategie più adeguate per affrontare i condizionamenti della vita di gruppo.

 Lavorando insieme gli insegnanti possono ripensare la loro modalità di insegnamento e riorganizzare i loro interventi didattici, strutturando così ambienti di apprendimento dove la varietà delle componenti può interagire e rendere praticabili percorsi di sviluppo personale nella garanzia di un equilibrio alla convivenza.

* Docente di scuola superiore, già Supervisore presso la SSIS Lazio, formatrice e applicatrice del Metodo Feuerstein, già formatrice APEF (Associazione Professionale Europea Formazione – Roma, coordinatrice gruppo GLII per CTS “De Amicis” Roma – Componente del Comitato Tecnico Scientifico del Dipartimento Scuola FIABA

Cliccare qui per scaricare il documento e per leggere la cronaca della Giornata:

Le parole non bastano

25 maggio – incontro FIABA/Dipartimento Scuola/ANS “La scuola che sceglie: sì al rispetto e no alla violenza”

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