25 maggio – incontro FIABA/Dipartimento Scuola/ANS “La scuola che sceglie: sì al rispetto e no alla violenza”

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Si è svolto a Roma il 25 maggio scorso, presso l’aula Mauro Wolf della Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell’Università “La Sapienza”, l’atteso incontro organizzato da FIABA/Dipartimento Scuola in collaborazione con l’Associazione Nazionale Sociologi (ANS).

La scuola che sceglie: sì al rispetto e no alla violenza” ha raccolto l’adesione di una rappresentanza di docenti, educatrici, genitori e studenti, tutti interessati ad indagare il fenomeno delle violenze, soprusi ed umiliazioni che quotidianamente turbano il pacifico andamento delle lezioni, dentro e fuori le aule.

Presentato e condotto a due voci da Giuseppe Trieste, Presidente di FIABA Onlus, e da Pietro Zocconali, Presidente ANS, l’incontro è stato aperto dalle relazioni di Antonio Polifrone, Vice Presidente ANS e Anna Maria Coramusi, ricercatrice del gruppo ANS e giornalista. Presenti inoltre Pasquale Capo e Rosaria Brocato, rispettivamente Presidente e coordinatrice del CTS Dipartimento Scuola di FIABA.

L’analisi del contesto socio-economico e politico, attualmente privo di autorevoli punti di riferimento, rimanda l’idea concreta di una diffusa mancanza di regole e della conseguente assenza di rispetto verso cose e persone. L’educazione, sempre più spesso trascurata oppure delegata, difetta dei Valori necessari a garantire l’osservanza dei più elementari codici di comportamento ed è responsabile della perdita o dell’impoverimento del ruolo in precedenza assunto dai genitori e dagli insegnanti.

La Dott.ssa Anna Maria Coramusi ha presentato un progetto scolastico sul tema della violenza e del bullismo, diretto agli studenti delle scuole secondarie di II grado e finalizzato alla raccolta di dati utili allo studio dei fenomeni alla base dei quali si collocano comportamenti aggressivi verso studenti e professori.

Di rilievo il riferimento all’auspicata educazione alla resilienza, operato dalla Dott.ssa Coramusi e riferito alla possibilità che vittime ed esecutori delle violenze possano migliorare la capacità di opporsi, con strategie costruttive e valori positivi, alle difficoltà e ai traumi che molto spesso accompagnano la crescita.

Il Dottor Pasquale Capo, già Direttore Generale MIUR, ha affrontato le difficoltà che oggi caratterizzano i rapporti tra scuola e famiglia, sempre più conflittuali e irrispettosi. La velocità che oggi accompagna i cambiamenti sociali poco favorisce i tempi spesso dilatati che la scuola richiede per adattarsi ad essi. Inoltre, il mancato raccordo tra famiglia e scuola influisce negativamente nel contesto generando comportamenti aggressivi e respingenti.

Numerosi provvedimenti legislativi, emessi dal Parlamento anche in tempi recenti, hanno sostenuto la scuola e garantito la necessaria continuità, benché sempre rimessi in discussione, abrogati o modificati nel corso degli anni.

La mala politica è stata spesso responsabile della cancellazione di leggi ben fatte e dello stravolgimento di provvedimenti sani che avevano come obiettivo quello di garantire la sostenibilità del processo educativo scolastico. Il ritorno dell’Educazione Civica a scuola, da molti evocato, e l’attenzione alla formazione iniziale e in itinere dei docenti possono restituire alla scuola il ruolo educativo attualmente mancante.

Sono tuttavia da apprezzare gli sforzi esercitati dai Ministri dell’Istruzione che si sono avvicendati nel corso del tempo, soprattutto il tentativo di dedicare tempo ed energie alla diffusione dei Valori della legalità e del rispetto delle norme sociali e comportamentali.

Lodevole, inoltre, l’importanza che il “Regolamento 0-6”, di recente varato, attribuisce alla cura e alla valorizzazione della crescita morale e civile a partire dalla prima infanzia e dalle primissime fasi di inserimento dei bambini nel nido. La nuova regolamentazione si propone inoltre di migliorare e sostenere la formazione delle educatrici, individuare i disagi e ridurre la sindrome da stress correlato, spesso responsabile degli abusi sui bambini riportati con spaventosa frequenza dalla stampa.

La presenza in aula dell’Avv. Civilista Pierpaola Meledandri ha consentito di riflettere sulle conseguenze della Violazione dei principi fondamentali della Costituzione Italiana, primi fra tutti i principi di uguaglianza, libertà dell’insegnamento e diritto all’istruzione.

L’Avv. Meledandri ha affrontato le spinose questioni che riguardano la violazione della legge penale e la sua applicazione nelle sentenze della Corte di Cassazione. L’uso oggi smodato delle tecnologie informatiche e dei social hanno generato il noto fenomeno del cyberbullismo e delle conseguenze talvolta tragiche sulle vittime.

Le violenze sui minori nella scuola, soprattutto dell’infanzia, rappresentano infine un capitolo doloroso, sempre più spesso oggetto di attenzione della stampa nazionale per le conseguenze psico-fisiche devastanti che ricadono su bambini in tenera età.

L’incontro si è concluso con gli interventi della Prof.ssa Speranzina Ferraro e della Prof.ssa Maria Teresa Sigari, entrambe componenti del Comitato Tecnico Scientifico del Dipartimento Scuola. Le docenti hanno espresso la necessità di intervenire sul fenomeno delle violenze a scuola opponendo una visione sistemica ed integrata con il recupero e la ricostruzione di un sistema di Valori. Grande importanza assume allora una formazione iniziale corrispondente alla realtà e la ricostruzione di un patto di corresponsabilità famiglia/scuola con il ripristino della fiducia tra alunni/studenti e docenti.

Per leggere  l’articolo di Speranzina Ferraro su TUTTOSCUOLA (Maggio 2018) Una nuova alleanza educativa tra scuola, famiglia e società cliccare di seguito:

Speranzina Ferraro maggio 2018

Violenza nelle aule: addio educazione. Speranzina Ferraro del CTS Dipartimento Scuola di FIABA scrive su TuttoScuola di aprile

 

 

 

 

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