Il nuoto sincronizzato svelato a tutti da Alessia Lucchini – Blu Aliké ASD Onlus

Pubblicato il Pubblicato in blog, Uncategorized

FIABA incontra Blu Aliké ASD Onlus, neonata associazione che accoglie giovani atleti, ragazze e ragazzi con disabilità intellettiva e relazionale all’interno di corsi integrati di nuoto e nuoto sincronizzato, a cura di Alessia Lucchini ed Elisa Filardo. La pratica in acqua, nelle piscine del Centro Federale di Pietralata e del Circolo delle Muse ai Parioli, si affianca alle lezioni di ginnastica posturale e propedeutica al sincro, con particolare cura per gli irrinunciabili aspetti coreografici, musicali e ritmici.

Alessia Lucchini, Presidente di Blu Aliké, è stata finalista italiana alle Olimpiadi di Sidney 2000 con la squadra di nuoto sincronizzato. Abituata a vincere, ama tuttavia raccontare quanto sia stato importante per lei apprendere e superare gli insuccessi attraverso l’esercizio costante e la conoscenza dei propri limiti.

Con Alessia entriamo delicatamente nel tema e scopriamo, attraverso le sue parole, una dimensione primitiva che ci lascia stupiti nonostante la naturalezza e la semplicità del racconto. Il richiamo continuo all’acqua è, nel brano che segue, una costante che accompagna da sempre la vita di noi terrestri.

I primi 9 mesi della nostra vita, quando da semplici cellule diventiamo persone, li passiamo nella pancia della nostra mamma, in un ambiente che ci coccola, ci dondola, ci accudisce nell’acqua.

Questo ci accomuna tutti, indipendentemente dal colore della pelle, dallo stato sociale, dalla religione dei nostri genitori. Qualsiasi cellula che poi diventa feto e in seguito neonato, si forma e cresce lì dentro, nel liquido amniotico, quindi nell’acqua.

Qualsiasi essere noi diventeremo, bello o brutto, simpatico o antipatico, interessante o banale, completamente o parzialmente sano, completamente o parzialmente disabile, avremo un unico comune denominatore: l’acqua.

Durante i nostri primi 9 mesi di vita, nell’acqua, non nuotiamo, non galleggiamo ma… rotoliamo, sorridiamo, scalciamo felici, come ci ‘fotografano’ le ecografie che tanto piacciono a mamma e papà.

Per ritrovare quest’ambiente da ‘grandi’, persone formate, con il nostro pacchetto di geni regalatoci dai nostri genitori ma anche con tutte le esperienze della nostra vita e dell’ambiente in cui siamo cresciuti, è cosi rilassante e meraviglioso immergersi nell’acqua, allontanarsi dal rumore dell’ambiente ‘terra’, concedersi il lusso di ascoltare solo il rumore delle bollicine che si formano vicino al nostro corpo, muoversi agilmente allentati dal peso che la forza di gravità ci fa sentire in ogni nostro gesto. Significa anche ritornare indietro nel tempo, a quei lontani ma fondamentali primi 9 mesi di vita.

Il nuoto sincronizzato, oltre ad essere uno sport complesso e spettacolare, che fonde tante altre discipline sportive in un’unica attività, è anche questo: un tornare alle origini, al nostro passato, alla nostra ‘essenza’, al nostro comune denominatore.

Negli ultimi anni questa attività è stata proposta anche a persone con disabilità diverse, con risultati molto apprezzabili.

La disabilità, sia essa fisica o intellettiva, è continuamente messa alla prova da tutte quelle barriere, architettoniche o sociali, che la rendono ancora più difficile da vivere di quella che è, perché è necessario ogni giorno confrontarsi con una realtà e società  che prende a paragone stereotipi di ‘normalità’.

L’acqua, al contrario, accoglie tutti e ci rende tutti uguali: tutti lontani dal nostro ambiente “terrestre” e tutti vicini al nostro passato, ai nostri ricordi e al nostro inconscio. Ci fa risvegliare sensazioni che abbiamo perso (come le capriole in acqua che facevamo già nella pancia della mamma) e ci fa riattivare  schemi motori che abbiamo inscritti nel nostro bagaglio genetico.

Ci alleggerisce del nostro peso specifico e dei ‘limiti’ della nostra  diversità, perchè tutti siamo un poco diversi anche se non siamo disabili.

Questo sport permette di alleggerire anche la nostra condizione ‘terrestre’ , attraverso lo sviluppo di capacità come la coordinazione, la propriocezione, l’armonia dei movimenti e l’eleganza della loro esecuzione.

Per tutti è fondamentale essere consapevoli della posizione  del nostro corpo nello spazio: viviamo in un mondo sovraffollato. Immaginando di stare a testa in giù nell’acqua e dover muovere la gamba destra … la maggior parte di noi avrebbe difficoltà a farlo.

Avere la percezione del nostro corpo nell’acqua, permette di averla maggiormente fuori. Immaginiamo di veder muoversi in acqua, con eleganza e coordinazione una ragazza  con disabilità, che  si muove come il 90% delle persone senza disabilità non sanno fare.

Non è come tornare un po’ indietro, a quei famosi 9 mesi di vita in cui non eravamo ancora nati ma eravamo tutti uguali indipendentemente da quello che poi saremmo diventati?

La meraviglia di questo sport è proprio questa: ci fa tornare un po’ bambini ma contemporaneamente ci permette di crescere, di conoscere meglio il nostro corpo ascoltandolo, di muoverci in modo  più elegante e armonioso rispetto ai movimenti più impacciati che compiamo sulla ‘terra’.

L’oceano ospita un’enorme quantità di specie diverse tra loro, che convivono e coabitano e rendono questo ambiente colorato e variopinto, allora perché non provare ad essere “sirene” che incantano gli umani con la loro bellezza ed eleganza?”

Alessia Lucchini

Per approfondire:

Blu Aliké ASD Onlus

Locandina Blu Aliké ASD Onlus

 

Un pensiero su “Il nuoto sincronizzato svelato a tutti da Alessia Lucchini – Blu Aliké ASD Onlus

  1. Ciao Alessia, complimenti per la strada che hai intrapreso. Non ho più tuoi recapiti ma sono entrata, mio malgrado, nel mondo della disabilità e ti ho trovata. Spero tu stia bene.

    Sarà Pompei

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *