Le Mille. I primati delle donne

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La prefazione di Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sottolinea l’importanza di riconoscere il valore e i meriti che le donne, ben più di Mille, hanno trasmesso e ancora trasmettono. Il coinvolgimento delle Istituzioni nazionali e locali, le scuole di ogni ordine e grado, le associazioni e la società civile assumono l’importante ruolo di veicolo di cultura e di trasmissione del sapere alle nuove generazioni di uomini e donne.

Il testo, preziosa raccolta di vicende e testimonianze attinte alla storia nazionale e internazionale, restituisce grande forza all’azione pionieristica compiuta da Mille donne nel corso del tempo, fino ai nostri giorni.

Il più delle volte dimenticate, quasi sempre volutamente ignorate, culturalmente e professionalmente preparate ma osteggiate, le Mille detengono primati nei diversi settori della vita sociale, politica, scientifica e accademica del passato remoto e dei tempi a noi più vicini.

Donne coraggiose che hanno vissuto, combattuto e vinto in ambienti ostili, intrisi di pregiudizi e respingenti. Da sempre considerate incapaci, deboli ed emarginate, le Mille raccontate da Ester Rizzo e dalle co-autrici di Toponomastica Femminile, spiccano per aver voluto ostinatamente raggiungere dei primati detenuti esclusivamente dagli uomini.

Viaggiatrici, pilote, letterate, sportive, benefattrici e politiche, le donne di Ester Rizzo e delle ricercatrici provenienti da diversi luoghi d’Italia, hanno saputo affermarsi silenziosamente scardinando serrature ritenute prima inviolabili e smantellando preconcetti, talvolta ancora presenti ai nostri giorni.

Il testo non trascura di onorare donne lavoratrici comuni, capaci di svolgere occupazioni tipiche del genere maschile, capostazione, gruista, macchinista, camionista, farista o minatrice. Sicuramente donne che hanno vissuto la competizione con gli uomini lottando contro i tabù e rinunciando silenziosamente alla notorietà.

Corposo nel contenuto, ma anche ricco di informazioni e utilissimo nella definizione storica di tutte le vicende narrate, il libro Le Mille contiene una vasta sitografia di approfondimento che nutre il lettore più attento e affascina lo studioso.

Il libro, presentato a Roma su iniziativa dell’Associazione ACRASE MARIA LAI, I Sardi a Roma, ha visto la presenza in sala della Presidente Maria Vittoria Migaleddu, della curatrice del testo Ester Rizzo, delle rappresentanti di Toponomastica Femminile Agnese Onnis e Lilli Carmellini.

Le relatrici hanno dedicato maggiore attenzione alle storie di oltre 10 donne sarde elencate con i loro prestigiosi primati, tra queste Ninetta Bartoli, prima donna sindaca d’Italia eletta a Burutta (Cagliari) nel 1946. L’elezione di Ninetta portò immediati miglioramenti nelle condizioni di vita degli abitanti del suo paese e generò iniziative nel campo sociale e a favore della specializzazione lavorativa delle donne.

Adelasia Cocco, prima donna medico condotto d’Italia nei primi anni del ‘900, affrontò le difficoltà dell’opinione pubblica e la resistenza delle autorità locali. La Regina Elena di Gallura, nel 1203 riuscì per prima ad accedere ad un trono sardo per proprio diritto ed Eva Mameli Calvino, madre di Italo, fu la prima italiana ad ottenere la docenza in botanica.

Emanuela Loi, uccisa dalla mafia a Palermo il 19 luglio 1992 fu la prima donna agente della Polizia di Stato, in scorta a Paolo Borsellino, a morire in servizio durante l’attentato di Via D’Amelio. Giovane donna sarda, caratterizzata da un grande senso del dovere, responsabilità e dignità personale, Emanuela rappresenta ancora oggi, a distanza di 26 anni da quel tragico giorno, un esempio di correttezza femminile, mai dimenticata.

Le Mille. I Primati delle donne

a cura di Ester Rizzo

Prefazione di Valeria FEDELI

Associazione Toponomastica Femminile

Navarra Editore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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